mercoledì 12 febbraio 2014

LA MIA OPINIONE SU....ROSASPINA DI JANE YOLEN


Buonasera amici! Prima di cena vi lascio con la recensione di un libro molto particolare che mi ha davvero colpito.

Titolo: Rosaspina
Autrice : Yolen Jane
Prezzo: € 12,00
Dati: 2013, 244 pagine
Editore: Leone  (collana Sàtura)


Trama : A volte le fiabe sono l'unico modo per raccontare l'orrore senza limiti. Sin da bambina Rebecca si lasciava cullare dalle storie della nonna, dalle avventure di Rosaspina. Ma le ultime parole dell'anziana in punto di morte, "Rosaspina sono io!" la spingerannoa indagare sul passato di Nana, conducendola in un viaggio attraverso l'abisso della barbarie nazista, che avrà come ultimo approdo la speranza e la redenzione. Una riscrittura moderna della "Bella addormentata nel bosco" ambientata nelle foreste della Germania durante la Seconda guerra mondiale.

La mia opinione : Quando ho acquistato questo libro ne ero entusiasta e particolarmente incuriosita. 
L'idea dell' autrice di raccontare l'Olocausto attraverso la favola della Bella Addormentata mi era sembrata quasi folle.
Come può una fiaba così bella e romantica paragonarsi ad una delle tragedie più mostruose della Storia?
Ho accolto la lettura come una sfida, curiosa di scoprire come l'autrice fosse riuscita a scrivere una storia basata su un connubio così anomalo e stridente.
Rebecca, una giovane ventitrenne con un futuro nel campo del giornalismo, assiste l'anziana nonna, in procinto di affrontare l'ultimo viaggio della sua vita.
La ragazza non può fare a meno di ricordare la sua infanzia e la favola preferita che la nonna le raccontava in continuazione : la Bella Addormentata.
La donna narrava la vicenda come se fosse  un ricordo e affermava di essere lei la principessa Rosaspina che dormì per cento anni in un castello circondato da rovi e che fu risvegliata dal bacio di un bellissimo principe.
Becca era incantata da quella storia mentre le sorelle maggiori, meno sognatrici e più pratiche, non credevano ad una sola parola di ciò che la nonna raccontava.
Alla morte dell'anziana, Becca è determinata a mantenere viva la memoria della donna, ricostruendo il suo passato. 
Una vita lunga e difficile che nessuno sembra conoscere, di cui rimangono solo pochi documenti e vaghi ricordi.
Da una favola e da un articolo di giornale partirà la ricerca di Becca che la condurrà indietro nel tempo, dall'America del presente fino ad una cittadina polacca del 1943 ,dove il tempo sembra essersi fermato.
Un romanzo cominciato in sordina, con flemma e lentezza, ma sfociato in una seconda parte completamente diversa, arricchita da una devastante  testimonianza  che condurrà Becca alle porte dell'inferno.
In questo libro, l'ingresso dell' Ade si trova a Chelmno, un campo di sterminio realmente esistito, da cui nessuno è mai uscito vivo.
Se l'inizio mi aveva quasi deluso, il seguito mi ha lasciato completamente spiazzata , con un groppo in gola che dopo due giorni dalla lettura non vuole scendere.
Una testimonianza dolorosa e sconcertante, raccontata dall' unico uomo che sembra conoscere il vero passato della nonna di Becca.
Dalla sua voce riviviamo i ricordi di un uomo la cui vita è stata spezzata dalla sola colpa di essere omosessuale.
 Pensare al suo racconto, dettagliato e cruento della vita nel campo, riesce ancora a strapparmi dei brividi e amare riflessioni sulla malvagità consumata all'epoca.
Il punto forte di questa storia è sicuramente la testimonianza dell' uomo che non risparmia al lettore gli orrori vissuti senza tralasciare i dettagli agghiaccianti.
Il parallelismo con la favola è un elemento fondamentale della narrazione che mi ha colpito particolarmente.
E' sconvolgente come l'autrice sia riuscita a convogliare la testimonianza di una sopravvisuta all' Olocausto in una delle favole più romantiche che conosco. 
Attraverso l' alternarsi della voce al passato, dove  la nonna racconta la favola e quella al presente che spiega la ricerca di Becca,  scopriamo un terribile segreto familiare.
I personaggi non sono particolarmente approfonditi e alcuni nemmeno troppo simpatici (le sorelle di Becca sono veramente odiose), ma tra tutti emerge fortemente la personalità dell'amico della nonna, un uomo straordinario che nel suo piccolo è riuscito a fare qualcosa per salvare delle vite.
La mia opinione è ancora contrastante riguardo questa storia, perchè se da un lato mi ha colpito fortemente, dall'altro mi ha lasciato un pò delusa.
Più che altro mi aspettavo una maggiore caratterizzazione dei personaggi, compensata però dall'intensità della trama e delle vicende trattate.
Un ottimo spunto per riflessioni importanti, da leggere in una giornata di sole, perchè le tenebre di questa storia vi avvolgeranno molto facilmente.

VALUTAZIONE FINALE : 3 FATINE E MEZZO 

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2 commenti:

Ilenia T.D. Lemon ha detto...

Sembra molto particolare, interessante!

Anita Blake ha detto...

Sfrutta un argomento molto forte, ma lo presenta in una maniera nuova e originale. Da leggere!